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Come si regola il trasferimento degli immobili in caso di separazione o divorzio?

Quando ci si separa o si divorzia bisogna attenersi a procedure ben precise anche per quanto riguarda il trasferimento degli immobili. Solo recentemente però la Giurisprudenza ha modificato la rilevanza dei contenuti di atti relativi alla gestione patrimoniale, di natura rilevante e non eventuale come invece avveniva qualche anno fa.

 

Cosa è cambiato nel trasferimento degli immobili

A discapito di quanto avveniva anni or sono, si è compreso che la gestione patrimoniale, ed in particolare il trasferimento di immobili in caso di separazione o divorzio, è di fondamentale importanza e fortemente legata alla parte “necessaria” del contratto di separazione e divorzio.

Non è un caso infatti che, in presenza di un partner più forte dell’altro economicamente parlando, si decida di assegnare alla parte più debole la proprietà della casa coniugale, in modo da tutelare il benessere della prole senza andare a gravare sull’unica fonte di guadagno.

Ecco dunque che con le recenti sentenze della Corte Suprema si è deciso di dare più rilevanza a tutti quegli atti che riguardano la gestione patrimoniale dei coniugi in via di separazione o divorzio. Va però sottolineato che quando si parla di immobili è necessaria la presenza di un notaio, le cui competenze andranno tutte a carico dei coniugi.

Questo nuovo modo di vedere il trasferimento di immobili, e non solo, nella separazione o nel divorzio, serve a garantire un’ equa spartizione del patrimonio, a tutela innanzitutto dei figli della coppia, ma anche delle parti interessate direttamente. L’obiettivo è quello di non lasciare indietro nessuno e di consentire una vita dignitosa ad entrambi i coniugi.

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