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I soldi per i partiti, giusto o sbagliato?

Il 14 ottobre scorso il Senato ha approvato l’erogazione di 45,5 miliardi di euro destinati al finanziamento dei partiti. Si tratta di soldi che erano già stati destinati a questa funzione fra il 2012 e il 2013 ma che per motivi burocratici erano rimasti bloccati e quindi mai erogati. Adesso che il ddl è stato finalmente approvato è polemica sull’effettiva necessità di suddetti fondi.

Il voto ha visto 147 parlamentari a favore, 44 contrario e 17 astenuti, fra i favorevoli c’erano il partito democratico, fratelli d’Italia, Cor e Ap. Il movimento 5 stelle ha invece votato contro mentre Sel si è astenuta. Le polemiche dei contrari hanno risuonato per diversi giorni nelle aule del Senato, ma ormai la legge è stata approvata e c’è ben poco da fare.

Indubbiamente i partiti hanno molte spese, sopratutto quando si avvicinano le campagne elettorali, ma stanziare altri 45,5 miliardi era davvero una questione così urgente e necessaria o sarebbe stato meglio destinare suddetti fondi a cause più inerenti al bisogno dei cittadini? Non sta a noi decidere purtroppo, ci limitiamo a riportare i fatti, certo è che lo Stato italiano forse avrebbe bisogno di rivedere le proprie priorità sotto certi aspetti.

Gianluca Castaldi, capogruppo del M5s, all’arrivo di Renzi in aula nel pomeriggio, ha esposto un cartello con la forma di una carta di credito: “Boccadutri card”. Secca la replica di Renzi: “Parleremo di cose che non si prestano a pagliacciate di ogni genere”. Immediata la risposta dei grillini: “L’unica pagliacciata che vediamo è quella di un Presidente del Consiglio che mentre parla di immigrazione in Senato, atteggiandosi a grande statista, fa finta di nulla sulla porcata che il suo Pd si appresta a votare tra poco in questa stessa Aula” dice Castaldi. “E’ chiaro che Renzi non vuole che gli italiani sappiano che lui e tutti gli altri partiti, grazie alla legge Boccadutri, stanno mettendo le mani illegittimamente su un’altra grossa fetta di soldi pubblici.

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