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Ipoteca: Parola proibita in anni di crisi

La crisi degli ultimi anni ha messo in ginocchio tantissimi cittadini anche fra i più abbienti. Le perdite per le imprese sono state estremamente gravi obbligando molte di queste a licenziamenti in massa e alla cessazione forzata delle attività. Chi purtroppo è rimasto senza lavoro ha dovuto arrangiarsi come poteva per andare avanti ed uno dei metodi più adottati per far fronte al costo della vita è l’ipoteca.

Questo termine spaventa poichè si sa che ipotecare qualcosa comporta sempre un rischio, visto e considerato che se non si riesce a far fronte al debito entro i termini previsti, quel bene diverrà di proprietà della banca che ci ha concesso il prestito.

Qualora però si riuscisse a far fronte a tutte le spese e a ripartire dal punto di vista economico estinguendo il debito, la cancellazione dell’ipoteca sarebbe automatica. Grazie alla legge Bersani 40 del 2007 infatti, una volta estinto il debito nei confronti della banca non vi sarà più bisogno di avvalersi delle prestazioni di un notaio per suggellare la cancellazione, che prevede invece un rapporto diretto fra banche e Uffici dei Registri Immobiliari.

Quando il contratto si estingue, la banca fornirà al debitore la conferma di avvenuta cessazione dell’ ipoteca specificando la data in cui essa si è estinta e provvederà a comunicare i medesimi dati, entro 30 giorni, anche agli Uffici dei Registri Immobiliari, senza alcuna spesa aggiuntiva per il debitore.

Questa semplificazione premette quindi ai cittadini, già provati dal lungo periodo di crisi, di ripartire dopo l’estinzione del debito, senza nuovi oneri e spese. Va specificato però che il cittadino è libero di richiedere la consulenza notarile per verificare che la documentazione e le procedure di cancellazione siano redatte regolarmente, così da non avere eventuali sorprese in futuro.

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