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Il contratto preliminare

Una delle prassi più comuni durante la compravendita di un immobile è la stipulazione del contratto preliminare. Non tutti sono a conoscenza che questo documento, se redatto nella maniera corretta, può essere usato anche in sostituzione all’atto definitivo e rendere quindi valido l’acquisto tramite sentenza. Ma andiamo per gradi e vediamo nel dettaglio come si redige un contratto preliminare e perchè è così utile.

Il notaio è una figura molto importante nella burocrazia italiana ed oltre a dover autenticare i documenti legali ha anche la funzione di consulente legale. Questa funzione assume una particolare rilevanza proprio nella stesura del contratto preliminare che, come già detto, se redatto secondo precise direttive, può avere una valenza legale concreta.

Tornando al caso di compravendita di un immobile, un contratto preliminare redatto ed autenticato dal notaio, può di fatto andarsi a sostituire al contratto definitivo qualora il venditore decidesse di tirarsi indietro dalla trattativa, obbligandolo a rispettare i termini riportati nel contratto preliminare previa ovviamente sentenza del giudice.

Il contratto preliminare non è quindi un semplice documento privato facoltativo che raccoglie l’intenzionalità della vendita ma anche un patto che sancisce onori ed oneri di ambo le parti coinvolte nella trattativa. Sottoscriverlo in presenza di un notaio offre un certo grado di garanzia sull’acquisto e tutela il cliente.

Rivolgersi ad una figura professionale e competente per la stesura del contratto preliminare è quindi sempre fortemente consigliato. Per approfondire l’argomento riporteremo in questo articolo un link che affronta l’argomento in termini più tecnici e dettagliati. Buona Navigazione.

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